Josefa Menendez  (1890-1923)

1890: Josefa nasce a Madrid in una famiglia cristiana.  La vita si svolge calorosa e laboriosa segnata, tuttavia, da prove e lutti.

1920: entra al noviziato delle Religiose del Sacro Cuore, a Poitiers. La sua storia, fino alla sua morte nel dicembre 1923, così come l’ha percepita chi le viveva accanto, si scrive in poche parole: prende l’abito nel luglio 1920, fa la professione religiosa il 16 luglio 1922. Vive 4 anni nel nascondimento dei lavori quotidiani: pulizie, cucito, sacrestia… Il racconto del suo itinerario spirituale descrive l’azione di Dio e del suo amore in un cuore che è sempre più dato a lui. Molto presto e di frequente, il Signore si manifesta a Josefa e l’associa alla sua Opera d’Amore.

“Voglio servirmi di te per far conoscere sempre più agli uomini la misericordia e l’amore del mio Cuore… aiutami in quest’opera d’amore!”

Con Lui, dovrà lottare costantemente contro le forze del male. Testimone del suo amore infinito per il mondo, lo sarà anche della sua “passione” redentrice. 1923: Josefa muore a Poitiers il 29 dicembre.

1972 : Paolo VI all’udienza generale “Liberaci dal Male”:

“Oggi si preferisce mostrarsi spregiudi­cati, atteggiarsi a positivisti, aprire la propria anima alle esperienze licenziose dei sensi, a quelle deleterie degli stupefacenti, come pure alle seduzioni degli errori di moda …. Cer­chiamo di dare senso ed efficacia all’invoca­zione della nostra principale orazione:

Liberaci dal male!

Oggi il bisogno maggiore è la difesa da quel male che chiamiamo Demonio. Il male non è più soltanto una deficienza, ma un’ef­ficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore.

Terribile realtà: misteriosa e paurosa”.

Avvertenza

” … Non ci sia in mezzo a voi … chi fa l’indovino o predice le sorti o mago, nè chi fa incantesimi o consulta gli spettri e gli spi­riti, nè chi evoca lo spirito dei morti. Chiun­que pratica queste cose è in abominio davan­ti al Signore …” (Deu t. 18, 10-12)

Alle evocazioni medianiche non rispon­dono le anime dei morti, ma gli spiriti del male.

Le anime dei morti parlano talora per espresso volere di Dio ad insegnamento dei viventi.

Quello che Josefa ci trasmise riguardo all’Inferno non deve spaventare nessuno, ma farci conoscere meglio l’infinita bontà di Dio che vorrebbe tutti salvi.

Il demonio poi è come un cane a cate­na e può solo quello che Dio gli permette.

Il Signore parlò a Josefa dal 1920 al 1923, anno della sua morte. La Società del Sacro Cuore serbò nel segreto questi scritti fino al 1938 quando il Cardinale Pacelli, al­lora Protettore della Società, volle farli co­noscere al mondo e divenuto poi Pio XII ne benedì largamente la diffusione.

Ben spesso Gesù ripeteva a Josefa: “Non per te, ma per le anime, io parlo”. Attualmente questi scritti sono tradotti in tutte le lingue conosciute.

II testo aggiornato e completo del Mes­saggio si trova nel libro: “Gesù Cristo ieri e oggi” e “Colui che parla dal fuoco”.

5 agosto 1921

Gesù viene splendente di bellezza: “Voglio che tu ti consumi nel mio Amore. Te l’ho già fatto comprendere: tu non troverai felicità che nel mio Cuore. Vo­glio che tu mi ami, giacchè ho fame di amo­re, ma che tu bruci anche dal desiderio di vedermi amato e che il tuo cuore non abbia più altro alimento che questo desiderio. Tutti i giorni, dopo la Comunione, ripe­ti col massimo ardore possibile: “Cuore di Gesù, che il mondo intero si accenda del Tuo amore! “.

 

 

PREGHIERA INSEGNATA DAL SIGNORE A Sr. JOSEFA MENENDEZ

O Padre amatissimo, Dio infinitamente buono, guarda il tuo Figlio Gesù Cristo che, collocandosi fra la tua giustizia divina e i peccati delle anime, im­plora il tuo perdono.
O Dio di misericordia, abbi pietà dei peccatori. Rischiara gli spiriti traviati af­finché non si lascino sedurre e trascinare… Dà forza alle anime affinché respin­gano le insidie che il nemico tende loro e ritornino con nuovo vigore sul cam­mino della virtù.
O Eterno Padre, vedi le sofferenze che Gesù Cristo, tuo diletto Figlio, ha so­stenuto nella sua Passione. Miralo davanti a te, offerto come vittima per ottene­re alle anime luce e forza, perdono e misericordia!
O Dio Santissimo, alla cui presenza gli Angeli e i Santi sono indegni di com­parire, perdona tutte le colpe che si commettono con i pensieri e i desideri. Accogli in espiazione di queste offese il capo trafitto di spine del tuo divin Figlio. Ricevi il purissimo sangue che ne sgorga in così gran copia!
Purifica le anime insozzate. Rischiara e illumina gli intelletti oscurati e quel sangue divino sia la loro forza, la loro luce, la loro vita!
Accogli, o Padre Santissimo, le sofferenze e i meriti di tutte le anime che uni­te ai meriti e alle sofferenze di Gesù Cristo si offrono a te con lui e per lui, af­finché tu perdoni al mondo!
O Dio di misericordia e di amore, sii la forza dei deboli, la luce dei ciechi e l’oggetto dell’amore delle anime. Eterno Padre che per l’amore degli uomini hai dato alla morte il tuo Unigenito, per il suo Sangue, per i suoi meriti, per il suo Cuore, abbi pietà del mondo intero e perdona tutti i peccati che si commettono.
Ricevi l’umile riparazione che offrono le tue anime elette! Uniscile ai meriti del tuo divin Figliolo, affinché i loro meriti acquistino una grande efficacia.
O Eterno Padre, abbi pietà delle anime e ricordati che non è ancora giunto il tempo della tua giustizia, ma è quello della tua misericordia!
O Dio infinitamente santo, ti adoro e mi prostro umilmente alla tua presen­za e ti prego nel Nome del tuo divin Figlio di perdonare a tanti peccatori che ti offendono!
Ti offro la mia vita e desidero riparare tante ingratitudini.
Padre mio, Dio santo e misericordioso ricevi il mio desiderio di consolarti, vorrei poter riparare tutte le offese degli uomini… ma, siccome ciò mi è impos­sibile, ti offro i meriti di Gesù redentore del genere umano, per soddisfare alla tua giustizia.

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