Benigna Maria Consolata Ferrero, 1885 – 1916 (Diario)

benigna ferreroUn giorno Gesù, mostrò l’inferno alla Serva di Dio Suor Benigna Consolata Ferrero e le disse:  «Vedi, Benigna, quel fuoco!… Sopra a quell’abisso io ho steso, come un reticolato, i fili della mia misericordia, perché le anime non vi cadano dentro. Quelle però che si vogliono dannare, vanno lì per aprire con le proprie mani quei fili e cadere dentro e una volta che vi sono dentro neppure la mia bontà le può salvare. Queste anime sono inseguite dalla mia misericordia molto più di quanto sia inseguito un malfattore dalla polizia, ma esse sfuggono alla mia misericordia!».

La vita di Suor Benigna

La Serva di Dio Benigna Consolata Ferrero nacque a Torino il 6 agosto 1885, in un’agiata e religiosissima famiglia. Educata secondo i principi cristiani, seguì il corso di studi elementari e classici. Frequentò la scuola di religione e conobbe il canonico venerabile Luigi Boccardo (1861-1936). Sotto la sua direzione, fin dal 1898, la quindicenne Maria Consolata Ferrero, maturò la vocazione alla vita religiosa, che sentiva dentro di sé. Discernendo le aspirazioni della giovane, il canonico Boccardo la indirizzò verso l’Ordine della Visitazione. A ventidue anni, il 30 dicembre 1907, entrò tra le Visitandine di Como e piena di zelo e di fervore, bruciò le tappe dell’iniziazione alla vita claustrale. Il 5 novembre 1908 ricevette la vestizione e cambiò il nome in Benigna Consolata. Il 23 novembre 1909 emise la professione religiosa e il 28 novembre 1912 i voti solenni.
Durante i nove anni della sua vita claustrale, ebbe come guida spirituale Mons. Alfonso Archi (1906-1925) Vescovo di Como. Suor Benigna, intanto raggiungeva uno stato mistico elevatissimo, ricevendo grazie straordinarie, immersa nell’Amore divino e nella confidente amicizia con Gesù, tanto che lei stessa, illuminata, si definirà “segretaria del Sacro Cuore”.

Il Diario

Il suo “Diario” spirituale, già iniziato nel 1902, riporta esperienze mistiche e colloqui con Cristo. Il messaggio di Suor Benigna è un inno all’Amore di Dio e del prossimo, è la teologia di Dio Amore. La sua è una spiritualità, intrisa di quotidianità, dell’ascesi applicata nel vivere di ogni giorno, anche nel più banale degli atti. La sua esperienza spirituale si ricollega all’“infanzia spirituale” sull’esempio di S. Teresa del Bambino Gesù, S. Margherita Maria Alacoque, S. Faustina Kowalska e la Beata Elisabetta della Trinità. La Serva di Dio morì a soli 31 anni, il 1° settembre 1916, nel monastero di Como. Venne sepolta in chiesa e fin dalla sua morte, la sua tomba è continuamente visitata da fedeli, che attirati dalla fama di santità, chiedono grazie.

(Ordine delle Visitandine)

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