S. Alexandrina Maria Da Costa da Balasar, 1904-1955

s. alexandrinaAlessandrina Maria da Costa nasce il 3 Marzo 1904 a Balasar in Portogallo. E’ una piccola contadina, vivace, scherzosa, affettuosa. A 14 anni salta dalla finestra nel giardino per salvare la sua purezza minacciata. Nel corso degli anni il danno riportato nella caduta si trasforma in paralisi totale, per cui rimane inchiodata a letto per oltre trent’anni, curata dalla sorella maggiore. Si offre come vittima a Cristo per la conversione dei peccatori e per la pace nel mondo. Per quattro anni (1938-1942) rivive la passione di Cristo tutti i venerdì per tre ore. Chiede e ottiene da Pio XII la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria (31 ottobre 1942). Dal 27 marzo 1942 alla morte (13 anni e 7 mesi) non ingerisce più alcuna bevanda né alimento di sorta, all’infuori della comunione quotidiana. Guidata dal suo direttore spirituale, diventa Cooperatrice salesiana, offrendo le sue sofferenze per la salvezza della gioventù. Muore a Balasar il 13 ottobre 1955, dove è sepolta e dove si recano folle di pellegrini.

I messaggi

Gesù, attraverso i suoi direttori spirituali, e Lui stesso direttamente, la guida in modo singolare all’offerta di tutta se stessa, per mezzo di una voce interiore, e nelle estasi, piuttosto frequenti, Gesù le dice: «Faccio in modo che tu viva solo di me, per mostrare al mondo il valore e la potenza dell’Eucaristia, che è la vita mia per le anime». Per lunghi anni, Alexandrina si nutrì solo dell’Eucaristia, senza alcun altro cibo. «Parla alle anime, figlia mia, parla loro del Rosario e Dell’Eucaristia. Il Rosario, il Rosario! L’Eucaristia, il mio Corpo e il mio Sangue!».
Durante un’estasi, il Signore le dice: «Io voglio la Consacrazione del mondo alla mia Madre Immacolata. Ma voglio che tutto il mondo ne sappia la ragione perché si faccia penitenza e preghiera. È per questo che ti faccio soffrire. E dovrai soffrire ancora molto finché il Papa lo consacri». Nella stessa estasi, Alexandrina riferisce: «Vedevo una distruzione tanto grande: case che crollavano una dopo l’altra e in poco tempo tutta la terra sembrava sommersa da un grande fumo. Il Signore mi disse: Quello che vedi è quanto capiterà.
E se il mondo sarà consacrato alla Mamma del cielo?
Soltanto per lei potrà essere salvato, ma solo se il mondo farà penitenza e si convertirà. Era la notte fra il 24 e il 25 aprile 1938, quando Alexandrina ebbe questa estasi. Nella primavera del 1942 il Signore le disse:
«Non ti alimenterai più sulla terra. Il tuo cibo sarà la mia Carne». Iniziò allora lo straordinario digiuno che durò fino alla morte. I medici esaminarono scientificamente il caso. «Perché non mangia?», le chiesero.
«Non mangio perché non posso; mi sento sazia, non ne ho necessità. Però ho desiderio di cibo». A un gruppo di persone raccomanda: «Non peccate. Il mondo non vale nulla. Fate sovente la Comunione. Recitate il Rosario ogni giorno. Addio, arrivederci in Cielo». Verso le 11 si volge al medico e gli dice con gioia: «Manca poco!». Il medico le dice: «Non si dimentichi… preghi molto per noi». Chi le è accanto le dice: «sì, in Cielo, ma non adesso». Lei, con un sospiro dice ancora: «Sì, in Cielo. Vado in Cielo… presto… adesso».

Il 25 aprile 2004, il Santo Padre, Giovanni Paolo II, eleva alla gloria degli altari l’eroica cooperatrice Alexandrina da Costa.

Preghiera di S. Alexandrina

O Dio, Padre buono e misericordioso che ci hai donato Alexandrina Maria da Costa perché in ogni angolo del mondo la sua vita sia la scintilla che accende
nelle anime il fuoco dell’amore per Gesù Eucaristia e per il Vangelo, rendici partecipi dello stesso Spirito che la unì al tuo Figlio Gesù, per essere come lei testimoni appassionati del tuo amore misericordioso, che incessantemente si dona e salva. Per la tua misericordia e la sua intercessione accompagnaci nelle sofferenze e nelle gioie della nostra vita. Amen

Promessa dei primi 6 giovedi del mese

«Fa’ che io sia amato – le chiede Gesù – che io sia consolato e riparato nella mia Eucaristia».
”Fa sapere in mio nome che a quanti faranno bene la Santa Comunione, con sincera umiltà, fervore e amore per i primi 6 giovedì consecutivi e passeranno un’ora di adorazione davanti al mio Tabernacolo in intima unione con me, prometto il Cielo.
Di’ che onorino attraverso l’Eucarestia le mie Sante Piaghe, onorando per prima quella della mia sacra spalla, così poco ricordata.
Chi al ricordo delle mie piaghe unirà quello dei dolori della mia Madre benedetta e per loro ci chiederà grazie spirituali o corporali, ha la mia promessa che saranno accordate, a meno che non siano di danno per la loro anima. Nel momento della loro morte condurrò con me la mia Santissima Madre per difenderli (22.2.1949)”

Istruzioni per i 6 primi giovedi del mese

1. S. Comunione (fatta bene, con sincera umiltà, fervore e amore)
2. Un ora di adorazione eucaristica

Consigliato:

– Pange Lingua – Te Deum
– Acclamazioni Eucaristiche
– S. Piaghe (ad esempio: per prima: S. Spalla,Orazione di S. Bernardo sulla S. Spalla + Coroncina e Rosario alle S. Piaghe di Sr. M. Chambon)
– Dolori della Madonna (ad esempio: Rosario dei 7 dolori di Kibeho + Ora della Desolata)

Promessa dell’ adorazione della SS. Eucaristia

«Parla dell’Eucaristia, che è prova del mio amore infinito, che è il mio sacrificio perenne, l’alimento celeste delle anime».
«Di’ alle anime che mi amano, che vivano unite a Me durante il loro lavoro; nelle loro case, sia di giorno che di notte, si inginocchino sovente in spirito e a capo chino dicano: “Gesù, ti adoro in ogni luogo dove abiti sacramentalmente; ti faccio compagnia per coloro che ti disprezzano; Ti amo per coloro che non Ti amano; Ti do sollievo per coloro che ti offendono. Gesù vieni nel mio cuore e prendine totalmente possesso».
«Questi momenti saranno per me di grande gioia e consolazione. Quanti crimini si commettono contro di me, nella Santissima Eucaristia!».
«Venga ben predicata e ben propagata la devozione all’Eucaristia, perché per giorni e giorni, le anime non mi visitano e non mi amano, non riparano. Non credono più che Io abito nel tabernacolo, diversamente mi farebbero compagnia, in primo luogo i miei consacrati».
«Voglio che accenda nelle anime la devozione verso l’Eucaristia. Sono tanti che pur entrando nelle chiese, neppure mi salutano e non si soffermano un momento per adorarmi».
«Lontano dal Cielo, lontano da Gesù… oh se fosse ben compreso quale tesoro racchiude il tabernacolo! È la vita, è l’amore, è la gioia, è la pace, è il Paradiso in terra. Vorrei che vi fossero tanti amici prostrati davanti al tabernacolo per non lasciar accadere tanti e tanti crimini».

“Mia figlia, gioiello eucaristico, lo sono lì nel tabernacolo, in quell’Ostia pura, in Corpo, Anima e Divinità, come sono qui. Parla al mondo di questo amore. Di’ agli uomini che si avvicinino a Me. Voglio darmi a loro. Molte volte, tutti i giorni se è possibile. Vengano con cuore puro, molto puro e assetato”

“Se verranno al tabernacolo con le dovute disposizioni e reciteranno il Rosario, o la sua terza parte, tutti i giorni, non occorrerà altro per allontanare la giustizia di Dio.

Il Rosario, il tabernacolo e le mie vittime, la vittima di questo calvario, sono sufficienti perché al mondo sia dato il perdono e la pace.

Chi viene al tabernacolo vive puro; chi vive all’ombra della Mia Madre benedetta, vive della Sua purezza. E così l’umanità vive la vita nuova, pura e santa da Me raccomandata tante volte da questa cameretta”

Istruzioni per l’adorazione della SS. Eucaristia

-Visita al tabernacolo (con le dovute disposizioni, tutti i giorni)
-S. Rosario (davanti al tabernacolo, tutti i giorni)

alexandrina Balasar

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