S. Simone Stock – Giovanni XXII, Lo scapolare della Madonna del Carmelo

scapolareLo scapolare della Madonna del Carmine (S. Simone Stock, 1251 – Giovanni XXII, 1300)

Lo Scapolare della Madonna del Carmine è l’abito dei Carmelitani. Indossarlo significa appartenere alla famiglia del Carmelo. Lo Scapolare è chiamato anche “Abitino”, piccolo abito, perché riproduce in piccolo le dimensioni l’abito dell’ordine. Portare lo scapolare del Carmine, o abitino, è una delle devozioni più amate fra il popolo di Dio.
Rivestire l’abitino significa consacrarsi a Maria, essere riconosciuti da Lei come figli prediletti. Rispondendo all’amore della Vergine Maria, i suoi devoti vivono sicuri della sua protezione nei pericoli della vita, nell’ora della morte, certi che anche dopo la morte interverrà per loro “Colei che con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo… fino a che non siano condotti nella patria beata”(LG 62). L’aggregazione della Famiglia Carmelitana e la familiarità con Maria, assume un carattere fondamentalmente comunitario ed ecclesiale, perché Maria “aiuta tutti i suoi figli, dovunque e comunque vivano, a trovare in Cristo la via verso al casa del Padre”(RM 47). Lo Scapolare è il piccolo segno del grande ideale del Carmelo: l’amicizia, l’intimità con Dio. Lo Scapolare è formato da due pezzi di stoffa marrone collegati fra loro da un esile fettuccia o cordoncino. Normalmente va portato attorno al collo. Nella confezione degli scapolari si ama unire sulla stoffa marrone l’immagine di Maria ed alcuni aggiungono quella del Sacro Cuore.
Scapolare ed impegno cristiano
Ricevere lo Scapolare, che è la sintesi dell’abito carmelitano, equivale ad entrare a far parte della famiglia carmelitana e goderne i benefici, in particolare la spiritualità mariana, e la protezione di Maria, in vita, nell’ora della morte e dopo la morte.
Nella vita quotidiana significa:
Vivere da “fratelli” o “sorelle” in comunione con il Carmelo, cercando di approfondirne la vita e gli ideali.
Dare a Maria sempre più spazio nella propria vita, cercando di vivere nel proprio ambiente la fedeltà a Cristo con lo spirito di Maria. Imitare la “Vergine orante ” che custodiva la parola di Dio nel suo Cuore”(Lc 2, 19.51), dedicando qualche tempo all’incontro con Dio nella preghiera. Vivere la castità dell’anima e del corpo, del cuore e dei sensi secondo il proprio stato e le esigenze evangeliche di ogni vocazione. Maria è invocata come la “bellezza del Carmelo”. Per la via della bellezza tutta la natura, valorizzata e rispettata, canta così con gioia le lodi del suo Creatore, e la devozione a Maria si rivela ancora una volta “ un aiuto potente per l’uomo in cammino verso la conquista della sua pienezza”(MC, 56).

scapolareLa prima grande promessa della Madonna per chi porta lo scapolare

La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell’Ordine carmelitano, San Simone Stock (il quale l’aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare – detto comunemente “Abitino”- così gli parlò: “Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. Chi morrà rivestito di questo abito non soffrirà il fuoco eterno; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno”. Detto questo, la vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Prima “Grande Promessa”.
La Madonna, dunque, con la sua rivelazione, ha voluto dire che chiunque indosserà per sempre l’Abitino, non solo sarà salvato eternamente, ma sarà salvato dai pericoli. Non bisogna credere minimamente, però che la Madonna, con la sua grande promessa, voglia ingenerare nell’uomo l’intenzione di assicurarsi il Paradiso, continuando continuamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l’Abitino fino in punto di morte.

scapolare panno

Condizioni per ottenere il frutto della Grande Promessa della Madonna

1) Ricevere al collo l’Abitino dalle mani di un sacerdote a ciò autorizzato, il quale, imponendolo, recita una sacra formula di consacrazione alla Madonna. Ciò è necessario solo la prima volta che s’indossa l’Abitino, esso si mette al collo con le proprie mani.
2) L’Abitino, dev’essere tenuto, giorno e notte, indosso e precisamente al collo, in modo che una parte scenda sul petto e l’altra sulla spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa.
3) E’ necessario morire rivestito del sacro Abitino. Chi l’ ha portato per tutta la vita ed in punto di morte se lo toglie, non partecipa alla Grande Promessa della Madonna.

medaglietta scapolareRegole pratiche per l’uso dello scapolare

L’Abitino (che non è altro che una forma ridotta dell’abito dei religiosi carmelitani), deve essere necessariamente di panno di lana e non di altra stoffa, di forma quadrata o rettangolare, di colore marrone o nero. L’immagine su di esso, della Beata Vergine, non è necessaria ma è di pura devozione. Scolorandosi l’immagine o staccandosi, l’Abitino vale lo stesso. L’Abitino consumato si conserva, o si distrugge bruciandolo, e il nuovo non ha bisogno di benedizione.
Chi per qualche motivo, non può portare l’Abitino di lana, può sostituirlo,(dopo averlo indossato di lana in seguito all’imposizione fatta dal sacerdote), con una medaglietta che abbia da una parte l’effige di Gesù e del suo Sacro Cuore e dall’altra quella della Beata Vergine del Carmelo. L’Abitino si può lavare, ma prima di toglierlo dal collo, è bene sostituirlo con un altro o con una medaglietta, in modo che non si resti mai privi di esso. Non è necassario che l’Abitino tocchi direttamente il corpo, ma può portarsi sugli indumenti, purchè sia messo al collo. Chi porta l’Abitino, pur non essendo obbligato, è bene che reciti spesso la Giaculatoria: “O Maria Santissima del Carmelo, pregate per noi”. Baciando lo Scapolare proprio o quello di altra persona, si lucra l’indulgenza di 550 giorno ogni volta, indulgenza che non si lucra baciando la medaglia.
La benedizione e consegna dello Scapolare può essere fata da tutti i sacerdoti e diaconi del Carmelo e da ogni sacerdote e diacono che ne abbia ricevuto la facoltà dai Superiori dell’Ordine.
Lo Scapolare può essere sostituito con la “Medaglia Scapolare”, recante da una parte l’immagine del Sacro Cuore e dall’altra quella della Madonna. Sia la Medaglia che lo Scapolare possono essere cambiati senza che intervenga una nuova benedizione. Persevera nella devozione a Maria con una valida testimonianza di vita cristiana.

normal_MADONNADELCARMINELa seconda promessa: il privilegio sabatino

Il privilegio sabatino, è una seconda Promessa (riguardante l’Abitino) che la Madonna fece in una Sua apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine comandò di confermare in terra , il privilegio ottenuto da lei in Cielo, dal suo diletto Figlio. Questo grande privilegio , offre la possibilità di entrare in Paradiso il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana, e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in Paradiso. Non bisogna confondere la Grande Promessa (riguardante l’Abitino) della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a san Simone Stock, non sono richieste nè preghiere, nè astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carmelitana, che è l’abitino, per essere guidati ed aiutati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio, per non patire il fuoco dell’Inferno. Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settimana , al massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede che oltre a portare l’Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore.

Condizioni per ottenere il frutto della seconda promessa

1) Portare giorno e notte indosso l’Abitino, come per la prima Grande promessa.

2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.

3) Osservare la castità secondo il proprio stato.

4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè l’ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste preghiere, deve osservare i digiuni della Santa Chiesa (salvo se non è dispensato per legittima causa) ed astenersi dalle carni, nel mercoledì e sabato per la Madonna e nel Venerdì per Gesù, eccetto il giorno del S. Natale. La S Chiesa, per venire incontro ai fedeli, dà al sacerdote, che impone l’Abitino, la facoltà di commutare la recita delle ore canoniche e l’astinenza del mercoledì e del sabato in alcune facili preghiere a piacimento del sacerdote stesso. Tutte queste pratiche, generalmente vengono commutate nella recita quotidiana del Santo Rosario oppure di sette Pater, Ave, Gloria e nell’astinenza dalla carne il mercoledì in onore della Madonna del Carmine.

Regole pratiche per il privilegio sabatino

Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o l’astinenza dalle carni non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio Sabatino.
La commutazione dell’astinenza dalle carni in altra penitenza si puo’ chiedere a qualunque sacerdote.

Prima di dormire

Prima di coricarti recita tutte le sere una di questa preghiere:
” Fior del Carmelo o vite in fiore, splendore del cielo, Tu solamente sei Vergine e Madre, Madre dolcissima, sempre illibata: ai tuoi devoti dà protezione, Stella del Mare “.
oppure
“Sotto la tua protezione troviamo rifugio santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o vergine gloriosa e benedetta “.
(” Preghiere per le anime dei nostri defunti in Purgatorio ” editrice Shalom)

Preghiera alla madonna del Carmelo

L’Abitino che io porto / è sicuro mio conforto / e lo stimo mio tesoro / più d’argento, gemme e oro. / Da Voi spero, / Gran Signora, / ciò che voi diceste allora / a Simone Vostro amato, /dando l’abito sacrato. /Prometteste certamente, / a chi li porta piamente, / esentar da cruda sorte / ed in vita e dopo morte. / Ed il sabato che viene, / esentarlo dalle pene / col sovrano Vostro zelo / e condurlo poi nel Cielo. / Orsù dunque Verginella, / Madre, Sposa, tutta bella, / me infelice liberate / d’ogni male consolate. / Aiutatemi nei guai /mentre afflitto sono assai, /specialmente, allora, quando / il mio fiato sta spirando. / Allora sì datemi aita, /d’impetrar l’eterna vita, / e sfuggire in tutti i modi / di Lucifer le frodi. / Fate allora che io gioendo / e con gli angeli godendo, / canti dolce melodia, / Viva, viva del Carmine Maria.

medaglia scapolare

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